La terza edizione di Collega-menti, il festival culturale dell’Università di Udine pone al centro dell’attenzione il concetto di “Città” e il tema universale dell’abitare, inteso non solo come possibilità di costruire abitazioni, ma come la capacità di edificare relazioni positive ed efficaci.
Protagonista della mattinata dedicate alle scuole è stato l’astrofisico, o astrocoso come ama definirsi, Luca Perri il cui intervento si è concentro sulla prospettiva, ormai concreta, di creare nuclei abitativi sulla Luna, su Marte o nello spazio in generale.
La provocazione centrale dell’intervento è stata: “Che senso ha guardare al futuro spaziale in un momento di grande emergenza sulla Terra?”
Perri ha sottolineato come la ricerca spaziale sia stata e sia ancora un importante motore di progresso, evidenziando l’impatto trasversale della space economy sulla nostra quotidianità. Ha poi delineato, in modo coinvolgente e a tratti ironico, un quadro aggiornato delle principali missioni spaziali (internazionali e private) attualmente in essere, documentandone difficoltà, fallimenti, sogni e sottolineando le questioni etiche che inevitabilmente li accompagnano.
La storia umana è costellata di momenti in cui l’uomo ha guardato oltre le proprie possibilità, ma proprio dalle scommesse più estreme si è innescato il progresso tecnologico e sociale.
In conclusione, l’esplorazione spaziale serve non solo ad andare lontano, ma soprattutto a tornare a guardare la nostra casa con occhi nuovi. Andare nello spazio offre una prospettiva ineguagliabile che rinnova la meraviglia per quel fragilissimo e unico “PALLIDO PUNTO BLU” che è il nostro prezioso pianeta Terra. In questo senso, l’esplorazione diventa un atto di responsabilità e rinnovata cura per il nostro abitare terrestre.
L’interesse e la curiosità suscitati da Perri sono stati evidenti quando, al momento delle domande del pubblico, sono salite sul palco decine di studenti e studentesse che hanno posto quesiti di ogni genere sugli argomenti trattati.




