Convegno sull’Ecomafia

Ambiente, legalità e ruolo delle scuole

Il 15 dicembre 2025 si è svolto, presso la Sala Convegni della Biblioteca dell’Università degli Studi di Udine, il convegno “Ecomafia – le connessioni nascoste tra illegalità e ambiente”, un importante momento di confronto tra Forze dell’Ordine, Magistratura, associazioni e scuole sul tema della repressione e della prevenzione delle illegalità ambientali.

Con il termine “ecomafia” si indicano tutte quelle attività criminali che danneggiano l’ambiente per ottenere profitti illegali: dallo smaltimento illecito dei rifiuti all’inquinamento del territorio, fino allo sfruttamento illegale delle risorse naturali. Si tratta di un fenomeno complesso, che intreccia criminalità organizzata, interessi economici e gravi conseguenze ambientali e sociali.

L’evento, organizzato da Legambiente FVG in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine (Dipartimenti di Scienze Giuridiche e di Scienze Agro-Alimentari, Ambientali ed Animali), si è svolto nell’ambito del corso di Diritto Ambientale della Laurea Triennale SAN.

Durante il convegno è stato presentato ufficialmente il Rapporto Ecomafia 2025, a cura di Enrico Fontana, Responsabile dell’Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente, con un’analisi specifica delle illegalità ambientali in Friuli Venezia Giulia.

Il filo conduttore dell’incontro è stato il concetto di “Catena del Valore e della Giustizia”, un percorso che parte dall’individuazione dell’illecito ambientale sul territorio e arriva alla sentenza, per poi aprirsi alla prevenzione sociale. Rappresentanti delle principali Forze dell’Ordine e della Magistratura hanno illustrato come l’azione coordinata e multidisciplinare tra diversi enti sia fondamentale per spezzare il circuito dell’ecomafia e tutelare il territorio.

L’ultima parte del convegno è stata dedicata alla costruzione della legalità dal basso, intesa come responsabilità culturale e impegno della comunità. In una seconda tavola rotonda si è discusso del ruolo delle associazioni, della scuola e dei giovani nella diffusione della cultura della legalità.

In questo spazio di confronto ho avuto l’opportunità di partecipare, con la mia docente di Diritto, direttamente come studente dell’ISIS A. Malignani, nell’ambito del progetto in rete “Il piacere della legalità’ Mondi a confronto”, portando l’esperienza del mio Istituto e il punto di vista delle nuove generazioni.

Nel mio intervento, come studente del Malignani, ho collegato il tema della legalità ambientale a quello della violenza di genere, presentando il video realizzato insieme ad alcuni miei compagni nell’ambito del concorso di idee “Non mi ama se…” edizione 2024. Ho raccontato come la nostra scuola affronti queste tematiche attraverso un percorso educativo continuo, che non si limita a singole giornate simboliche, ma coinvolge attivamente gli studenti e le studentesse durante tutto l’anno.

Partecipare alla tavola rotonda è stata per me un’esperienza intensa ed emozionante. Ho provato un forte senso di responsabilità, ma anche l’orgoglio di poter rappresentare la mia scuola e dimostrare come i giovani possano avere un ruolo attivo nella promozione dei valori del rispetto, della legalità e dell’impegno civile.

Il convegno ha mostrato come ambiente, legalità e diritti umani siano profondamente collegati e come la scuola possa svolgere un ruolo centrale nella formazione di cittadini/e consapevoli e responsabili.

Samuele Bellina 5^AER A

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