Insieme si può. La cultura del noi

Incontro con Don Luigi Ciotti

Nell’ambito del progetto “Il piacere della legalità? Mondi a confronto”, la nostra classe 5^AERC ha avuto l’opportunità di partecipare, presso il Centro Balducci di Zuliano, al convegno “Insieme si può. La cultura del noi”.

L’incontro era rivolto a circa 400 studenti e studentesse degli istituti secondari di secondo grado di Udine e ha avuto come ospite d’onore don Luigi Ciotti fondatore del Gruppo Abele e di “Libera – Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie”. L’iniziativa ha sottolineato l’importanza dell’impegno collettivo e del ruolo attivo dei cittadini, in particolare dei giovani, nella costruzione di una società fondata sulla legalità.

La mattinata trascorsa al Centro Balducci è stata un’esperienza particolarmente significativa, sia dal punto di vista educativo sia umano, e ci ha consentito di conoscere da vicino persone che consideriamo veri e propri eroi civili, perché ogni giorno si impegnano concretamente nella lotta contro le mafie e la corruzione. È stato un incontro di grande valore formativo, capace di far comprendere cosa sia realmente la mafia, andando oltre stereotipi e false convinzioni spesso diffuse.

Dopo i saluti iniziali, è stata proposta la performance “Insieme, voce del verbo futuro”, legata all’esperienza delle persone detenute coinvolte nel laboratorio teatrale “Spazio Aperto”.

Successivamente c’è stato l’intervento di Salvatore Inguì, già direttore dell’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Palermo e quello di don Luigi Ciotti che con grande trasporto e passione ha dialogato a lungo con noi studenti e studentesse.

Gli interventi di don Luigi Ciotti e di Salvatore Inguì sono stati particolarmente profondi e toccanti. Le loro parole hanno mostrato quanto sia concreto e quotidiano l’impegno nel contrastare quello che può essere definito un vero e proprio male sociale: le organizzazioni mafiose, che si insinuano nella vita delle persone e spezzano famiglie, sogni e prospettive future.

Don Luigi Ciotti, in particolare, ha condiviso un momento molto doloroso della sua vita, raccontando la collaborazione con il magistrato Giovanni Falcone, ucciso nella strage di Capaci.

Attraverso il suo racconto ha espresso il dolore per la perdita di una persona che ha dato tantissimo alla nostra società, sacrificando la propria vita nella lotta per la giustizia e la legalità. Le sue parole hanno trasmesso non solo sofferenza, ma anche la determinazione a continuare il cammino contro le mafie, sottolineando l’importanza di non restare in silenzio e di assumersi, come cittadini, una responsabilità attiva nella difesa dei valori democratici.

Durante il convegno è emerso chiaramente come la mafia venga talvolta descritta, in modo errato, come una sorta di “società onorata”, regolata da presunti codici morali, come il divieto di colpire donne e bambini. Tuttavia, la realtà storica e giudiziaria dimostra che questa visione è completamente falsa: la mafia non ha onore né regole, ma agisce esclusivamente per il proprio interesse, causando violenza, dolore e distruzione indiscriminata, con infiltrazioni in numerosi ambiti della società.

Nel corso dell’evento è stato dato spazio anche alle testimonianze di alcuni studenti che hanno raccontato la loro esperienza di partecipazione ad attività di memoria e impegno civile, spiegando di aver visitato i luoghi simbolo delle stragi mafiose. Queste testimonianze hanno reso ancora più evidente quanto sia importante mantenere viva la memoria delle vittime innocenti delle mafie e trasformarla, soprattutto per noi giovani, in responsabilità e consapevolezza.

Donia Imen, Luca, Veronica, Niccolò – 5^AER C

 

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